50 anni fa, in occasione della fiera industriale di Hannover del 1960, veniva presentato al pubblico il primo carrello elevatore Linde con trasmissione idrostatica. Nessuno ancora lo sapeva, ma il modello Hubtrac H3K avrebbe rappresentato la pietra miliare per una storia di successo che dura tuttora e che ha reso Linde Material Handling leader in Europa nella produzione di carrelli elevatori.
Il cuore di ogni carrello elevatore termico Linde, con una portata massima di 18 t., è la trasmissione idrostatica, indissolubilmente legata alla sensibilità ed alla precisione di guida e sollevamento dei veicoli, oltre che al limitato consumo di energia e ad una manu-tenzione agevole. Nonostante il principio della trasmissione idrostatica sia rimasto inva-riato, gli ingegneri del settore Ricerca & Sviluppo di Linde MH hanno, comunque, apportato miglioramenti tecnici decisivi: con l’introduzione della quarta generazione del sistema idrostatico Linde, si è rafforzata la posizione di leader tecnologico.
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50 anni di successo separano i due modelli Linde: a sinistra il primo carrello, il modello Hubtrac H3K, e a destra il modello Linde H 25 della Serie 39x.
“Non ci siamo mai riposati sugli allori. Anzi: il livello di esperienza di volta in volta raggiunto è sempre servito come punto di partenza per studiare ulteriori potenziali di otti-mizzazione per la trasmissione e per l’idraulica di sollevamento. L’esempio migliore è dato dagli stadi di sviluppo dell’assale di trazione. Mentre un tempo erano necessari 3.500 giri/min, l’attuale motore lavora ad appena 170 giri/min. Simili miglioramenti pre-suppongono un’ottima conoscenza del sistema, e soprattutto una continua ricerca. Ciò significa che, guardando avanti, i nostri clienti possono essere fiduciosi del fatto che, scegliendo Linde, essi stanno acquistando tecnologia all’avanguardia, estremamente efficiente ed economica.” afferma Theodor Maurer, CEO di Linde Material Handling.
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Dai motori ad elevato numero di giri a quelli con basso numero di rotazioni. Oggi, il numero di giri del sistema idrostatico Linde ha subito una riduzione del 95%, mentre il vantaggio per il cliente ha visto un incremento grazie alla riduzione del consumo di carburante, della rumorosità , delle emissioni con conseguente eccezionale efficienza.
I principali componenti della trasmissione idrostatica Linde sono la pompa idrostatica e i due motori nelle ruote. A differenza della trasmissione idrodinamica, la connessione dei tubi tra la pompa ed i motori nelle ruote viene effettuata in modo ottimale e flessibile. Inoltre, questa trasmissione non necessita di frizione, trasmissione manuale, ingranaggi o freni: tutto questo si traduce in minori costi di manutenzione.
Già a partire dagli anni ’70, Linde MH ha trasformato l’energia meccanica del motore a combustione interna in energia idraulica sfruttando motori a pistoni assiali, che si contraddistinguono per regolarità e capacità di reggere all’alta pressione. Allo stesso tempo, è passata dalle pompe ad asse inclinato alle pompe e ai motori a disco inclinato, creando i presupposti per dimensioni più compatte, una maggiora durata ed un rendimento molto elevato. Dalla metà degli anni ’80, le pompe ed i motori a disco inclinato venivano utiliz-zati per tutte le applicazioni dei carrelli Linde – sia nei sistemi di circolo olio aperti (idraulica di sollevamento) sia chiusi (idraulica di trazione). Molte altre funzioni venivano standardizzate ed integrate nei primi anni ’90 grazie all’introduzione della Serie 02 dei moderni pistoni assiali a disco inclinato. Nel 2002, con la Serie di carrelli 39X è stato compiu-to un passo avanti decisivo nella riduzione del numero di giri, che ha consentito di eliminare un rapporto di trasmissione rendendo così la trasmissione stessa non solo più silenziosa e resistente, ma anche più efficiente dal punto di vista del consumo energetico.
Molti ingegneri idraulici sono affascinati dalla potenza e dalla precisione ottenute grazie ai motori a disco inclinato. In pratica, i motori a disco inclinato si sono dimostrati superiori rispetto agli equivalenti con pistoni radiali, dove i pistoni principali, in contrasto con la pompa a pistoni assiali, venivano sistemati verticalmente (radiale) piuttosto che paralleli (assiale) all’albero motore.
“Ogni fase di avanzamento rilevante si basava sul presupposto fondamentale di un profondo coinvolgimento verso il prodotto da parte degli ingegneri” sostiene con convinzione Bernward Welschof, responsabile presso Linde MH dello sviluppo “Drive Technology”. “Questo perché in Linde MH, unico fra i produttori di carrelli elevatori, rispondiamo di tutti i componenti, dal pedale dell’acceleratore alle ruote. Inoltre, dallo sviluppo comune nel veicolo e dell’ambito idraulico deriva non solo la trazione idraulica, ma anche l’idraulica di sollevamento completa, comprensiva di elettronica, sterzo e leve di comando. Con il motore a basso numero di giri, Linde ha ora implementato la quarta generazione del sistema idrostatico, che permette all’operatore di godere di un maggior comfort operativo, eccezionale manovrabilità e precisione nello svolgimento degli incarichi. Allo stesso tempo si può beneficiare di ridotti costi di manutenzione ed elevate prestazioni. ”Per il futuro gli ingegneri della tecnica di trasmissione dello sviluppo dei veicoli di Linde MH prevedono già altri progressi. Welshof afferma che: "Per esempio, l’idrostatica potrà fungere da base di collegamento tra i principi di funzionamento del motore elettrico e del motore a combustione interna ed offrire così all’utente il meglio dei due sistemi.”
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Brochure "50 anni di trasmissione idrostatica"
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